Escursione verso la Grotta della Poesia

Escursione lungo il Sentiero della Poesia da Roca Vecchia ai faraglioni delle Due Sorelle

Tempo:  3,00 h;
Percorso: 7,60 km circa;
Difficoltà percorso: turistico;
Tipo percorso: sterrato, asfalto.
Da visitare: baia di "Portulignu", grotta dello Speziale o grotta dei fidanzati, spiaggia "N'foca Ciucci", area archeologica di Roca Vecchia, Santuario di Maria Santissima, cripta di Roca Vecchia, Grotta della Poesia, Sentiero Torre dell’Orso, Torre dell’Orso, spiaggia delle "Due Sorelle", grotta di San Cristoforo.



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Ulteriori informazioni: Puglia Routes

Facile escursione ma molto suggestiva nel Salento, in un territorio ricco di storia e leggende, straordinario per la sue attrattive paesaggiastiche.
Si parte dalla baia di Portulignu e si percorre il sentiero che costeggia il mare fino a raggiungere la Grotta dei fidanzati, e qui c'è la prima delle nostre leggende.

La leggenda della Grotta degli amanti o Grotta degli innamorati
Grotta Speziale è il nome con il quale questa grotta è inserita nel catasto delle grotte di Puglia, ma è meglio conosciuta anche come grotta degli amanti.
La tradizione popolare ha nominato questa grotta "degli Amanti", perché la leggenda racconta la vicenda drammatica di due giovani innamorati, che persero la vita travolti dal loro amore. Si narra, infatti che, per ripararsi dal gelido vento di tramontana, spesso si ritrovavano in questa grotta a parlare d'amore. Ma una sera di primavera, in uno di questi momenti felici, cominciò a soffiare un forte vento di tramontana che fece salire la marea inondando la grotta, intrappolando così i due innamorati che immersi nel loro amore, non si accorsero del pericolo imminente. L'epilogo drammatico di questa triste storia li vide abbracciati e trascinati dalle onde sulla spiaggia, dove furono ritrovati senza vita. La leggenda narra che in primavera si sentono ancora i loro sospiri e le loro tenere frasi d'amore.

A poco più di un centinaio di metri, superiamo la spiaggia N'Foca Ciucci ammirandola dall'alto della scogliera per poi raggiungere l'area archeologica di Roca Vecchia, passando prima dal Santuario di Maria Santissima delle Grazie, meta di pellegrinaggio da tutto il Salento.




La leggenda della Madonna di Roca Vecchia
La costruzione del Santuario risale al 1600 e fu realizzato su un’antica grotta bizantina, al centro delle tre navate si trova una copia dell'effigie della Madonna, mentre l'originale fu asportato anni fa. Si racconta che Roca in quel periodo fosse un luogo di perdizione nonché covo di pirati, per questo motivo il re di Spagna Carlo V d'Asburgo, ne ordinò la completa distruzione. Qualche secolo più tardi, la leggenda narra che la Madonna apparve in sogno ad un pastorello, mentre riposava sotto un albero di carrubo, nonostante il giovane si fosse svegliato aveva ancora davanti ai suoi occhi la dolce immagine della madre di Dio che gli ordinava di fare in modo che in quel luogo si costruisse una chiesa e che diventasse un luogo di culto. Inoltre, gli indicò un punto esatto dove scavare, per riportare alla luce una sua effigie, finita sottoterra molto tempo prima. Il pastorello, effettivamente trovò l'immagine della Madonna e la fece collocare al centro del nuovo Santuario.


Successivamente si arriva alla Cripta di Roca Vecchia e notiamo che su uno scoglio vi sono i resti della Torre di avvistamento, costruita nel 1568, mentre sulla scogliera si notano ancora le mura di un antico castello.
Da sottolineare che per anni il mare di Roca Vecchia ha avuto i riconoscimenti di Bandiera Blu e 5 Vele di Legambiente, proseguendo tra grotte antiche, utilizzate un tempo dai monaci basiliani, si arriva alla meta forse più ambita di questo itinerario, la Grotta della Poesia, non a caso inserita dal National Geografic tra le 10 piscine naturali più belle al mondo.

Grotta della Poesia
La grotta di origine naturale si apre a sud dell'insenatura meridionale del promontorio di Roca, lungo la falesia rocciosa, dove una fessurazione conduce a un complesso di tre cavità carsiche tra loro comunicanti. Queste costituiscono un articolato sistema carsico di 150 m di sviluppo complessivo, formato da tre sale principali collegate da sifoni, cunicoli e gallerie. Due ambienti sono direttamente comunicanti con l'esterno a causa del crollo parziale delle rispettive volte. Alle aperture sulle volte delle cavità corrispondono, sulla superficie del tavolato, le due ampie doline a sud del promontorio di Roca Vecchia. Attualmente l'accesso alla grotta Poesia Piccola, chiamata così per distinguerla da un'altra cavità a essa collegata, detta "Poesia Grande", - che è stata inserita tra le 10 piscine naturali più belle del mondo (National Geographic) - è assicurato dalla presenza di una struttura di cantiere posta in prossimità della volta crollata in antico, ancorata sul fondo del mare e realizzata in modo da non toccare in alcun punto le pareti.
Molte le incisioni protostoriche rinvenute, alcune delle quali rivolte alla divinità maschile indigena TAOTOR ANDI RAHAS, nome traslitterato nella forma latina di TUTOR ANDRAIUS – ANDREUS – ANDIRAIUS, invocato per pratiche di guarigione.

Fama, dea annunziatrice, messaggera di Zeus.
Fama, dea annunciatrice, messaggera di Zeus.
La leggenda della Grotta della Poesia
Le protagoniste di questa leggenda sono due figure femminili, la prima, una bellissima principessa che amava bagnarsi nelle acque cristalline della grotta, mentre la seconda è Fama, che presso i romani era una divinità annunciatrice. Infatti, la notizia che in quelle acque cristalline sarebbe stato possibile ammirare la bellissima principessa, si diffuse così tanto, che ben presto giunsero da tutto il sud Italia nobili, cavalieri, poeti e cantori, i quali trovarono motivo di ispirazione nella grotta per creare poesie, odi e versi da dedicare a dee, ninfe e principesse di ogni parte del mondo.
Cantore

Seguendo il sentiero di Torre dell'Orso si raggiunge la torre di avvistamento omonima, anch'essa costruita come la precedente nel 1568, raggiungiamo infine una delle mete più ambite del Salento, la spiaggia di Torre dell'Orso, famosa oltre che per le sue acque, anche per i numerosi faraglioni e le sue grotte.
Una citazione particolare va fatta per i faraglioni nominati "le due sorelle" citati in una delle numerose leggende del luogo.

I faraglioni di Torre dell'Orso - Le due sorelle
I faraglioni di Torre dell'Orso - Le due sorelle
La leggenda dei faraglioni "le due sorelle"
In un luogo così incantato e misterioso non poteva mancare una leggenda. Questa storia viene tramandata tra generazioni e raccontata ai numerosi viaggiatori che per secoli hanno attraversato questo territorio. Anche questa leggenda, come quella della grotta degli amanti ha un tragico epilogo.
Due bellissime sorelle, erano intente a trascorrere una gradevole giornata cercando di ripararsi dal caldo, poiché erano nei pressi del mare furono attratte dalla gradevole brezza marina e dalle selvagge falesie del Salento.
Dal punto più alto della scogliera il panorama è da capogiro, e purtroppo una delle ragazze, non si sa cosa accadde, perse l'equilibrio e finì in acqua, cercando invano di raggiungere la riva mentre la sorella si tuffava in suo aiuto. Nei dintorni c'era un pescatore che sentendo le loro urla si avvicinò per soccorrerle, ma vide solo due grandi scogli, a volte il destino è crudele e quella volta lo fu davvero, la leggenda narra che il mare trasformò le due sorelle in ciò che adesso sono i due faraglioni di torre dell'Orso.

Siamo giunti all'ultima meta di questo incredibile itinerario, la grotta di San Cristoforo.

La Grotta di San Cristoforo
Si apre sul mare in corrispondenza di un punto di approdo, probabilmente collegato, in antico, alla frequentazione di Roca. Dal VI sec a.C. al XIII sec. d.C. marinai, navigatori e mercanti, che attraversavano il Canale di Otranto, esprimevano con graffiti ed iscrizioni greche, latine e cristiane, (alcune ancora visibili sulle pareti) voti, dediche e invocazioni per una buona navigazione, rivolte alla divinità maschile della grotta, genericamente identificata con "Invincibile", "Sommo", "Che dà ascolto". Per analogia, in età cristiana, la grotta venne dedicata a San Cristoforo; il santo del passaggio, "Colui che conduce all'altra sponda". Le ricerche archeologiche, condotte dall'Università del Salento, hanno attestato i diversi periodi di frequentazione della grotta e la sua funzione di luogo di culto, La cavità è di natura artificiale, scavata nell'alta bancata calcarenitica; è costituita da un ambiente a pianta quadrangolare che esternamente presenta un terrazzamento realizzato per lo svolgimento di azioni rituali, attestate da una serie di testimonianze archeologiche di chiara matrice culturale. Del periodo medievale, è visibile il graffito votivo di una nave da carico, probabilmente simile alle navi onerarie che trasportavano i naviganti.

baia di portulignu
Baia di Portulignu
Grotta dei fidanzati
Grotta dei fidanzati
Spiaggia N'Foca Ciucci
Spiaggia N'Foca Ciucci
Area archeologica di Roca Vecchia
Area archeologica di Roca Vecchia
Torre di Roca Vecchia e antiche mura
Torre di Roca Vecchia e antiche mura
Cripta di Roca Vecchia
Cripta di Roca Vecchia
Area archeologica di Roca Vecchia
Area archeologica di Roca Vecchia
Grotte utilizzate dai monaci
Grotte utilizzate dai monaci
Il mare del Salento
Il mare del Salento
Grotte lungo il percorso
Grotte lungo il percorso
Grotta della Poesia
Grotta della Poesia
Grotta della Poesia
Grotta della Poesia
Torre dell'Orso
Torre dell'Orso

Spiaggia di Torre dell'Orso
Spiaggia di Torre dell'Orso

Grotta di san Cristoforo
Grotta di san Cristoforo

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